Music must always move forward

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Nata quasi duecento anni fa (1822), la Royal Academy of Music di Londra – il più antico conservatorio del Regno Unito – rinnova completamente la propria identità. Il team guidato da Michael Johnson e Alice Tosey ha voluto superare l’immagine classica dell’istituzione per creare un sistema di design che guarda al futuro della musica. Al posto dello storico e complesso stemma “araldico”, ora è il simbolo musicale del “crescendo” a rappresentare la centenaria istituzione; metafora di uno spirito in continua evoluzione, sempre proiettato in avanti. Anche lo stile fotografico e filmico è volutamente meno perfetto rispetto ad altri conservatori, ma proprio per questo comunica grande energia e coinvolgimento.

https://www.johnsonbanks.co.uk/work/royal-academy-of-music

Nuovo logo per Nissan

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Il brand giapponese presenta il nuovo logo e il nuovo SUV Ariya completamente elettrico. Il restyling riflette i cambiamenti significativi avvenuti nell’azienda (ma anche nella società) negli ultimi due decenni e accompagna l’evoluzione di Nissan da tradizionale produttore di veicoli a fornitore di mobilità e servizi. Una re-interpretazione ed evoluzione digital-friendly dell’iconico logo del brand, un nuovo capitolo orientato al futuro.

https://www.underconsideration.com/brandnew/archives/new_logo_for_nissan_done_in_house.php

Skeuomorphism is back

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Nel 2010 Microsoft introdusse Metro Style per l’interfaccia utente di Windows Phone 8, caratterizzata da griglie di rettangoli, icone monocromatiche e tinte piatte in uno stile che sarà poi denominato Flat Design. La rottura con il “vecchio” realismo delle interfacce Apple (chiamato Scheumorfismo) fu eclatante, tanto che quest’ultima dovette rivoluzionare il proprio look and feel a partire dal successivo iOS 7. Da allora il design delle interfacce digitali è stato caratterizzato da forme geometriche semplici, tinte piatte e minimalismo grafico.Come accade spesso nelle tendenze del design, una lenta evoluzione lo ha portato in questi anni a recuperare profondità mediante livelli, gradienti e ombre, sotto vari nomi: Flat Design 2.0, Almost Flat e Material Design.
L’evoluzione continua ancora con il cosiddetto Neomorfismo, che sembra riprodurre superfici tattili mediante texture ed estrusioni. Michal Malewicz esplora alcune caratteristiche salienti della nuova filosofia di design, confrontandola con Flat e Material Design.

https://uxdesign.cc/neumorphism-in-user-interfaces-b47cef3bf3a6

Typography e Illusioni ottiche

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Typography and optical illusions

La progettazione dei caratteri tipografici è una battaglia contro le illusioni ottiche, dove possiamo vincere solo se ci arrendiamo. Con queste parole Jonathan Hoefler ci introduce ai principi grafici e ottici che guidano un designer nella creazione di caratteri eleganti ed equilibrati, facendo interagire forme curve, spigoli e spessori. Attraverso strane distorsioni dobbiamo costruire non ciò che esiste realmente ma ciò che l’occhio “penserà” di vedere. 

https://www.typography.com/blog/typographic-illusions

Jost typeface

Art Direction / Typography

La storia dei caratteri tipografici è un percorso affascinante che presenta spesso connessioni suggestive. Jost è un carattere ispirato alle forme geometriche e razionali del Futura di Paul Renner (1927) ma progettato da Owen Earl con proporzioni e dettagli ancora più funzionali nell’era digitale. La maggiore altezza mediana del carattere (detta anche x-height) contribuisce a migliorarne la leggibilità, e le molte varianti stilistiche gli conferiscono una grande capacità espressiva. Il carattere venne inizialmente chiamato Renner, poi cambiato in Jost per motivi di copyright: il nuovo nome è altrettanto interessante perché fa riferimento ad Heinrich Jost che alla Bauer seguì i lavori di Paul Renner come art director. A lui dobbiamo inoltre la progettazione del Bauer Bodoni, una delle versioni più note di tale carattere. Questo riferimento illustre ci trasporta da Francoforte sul Meno alla Stamperia Reale di Parma nel 1798. Ma questa è un’altra storia…

https://indestructibletype.com/Jost.html

Quale Mobile First?

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Usiamo ormai comunemente l’espressione Mobile First per indicare la necessità di sviluppare soluzioni interattive partendo dalla progettazione mobile (è vero, a volte anche per darci un tono). Ma, con un mercato che vede crescere costantemente le dimensioni fisiche degli smartphone, c’è da chiedersi quale sia il vero “Mobile First”. Un interessante articolo di Patrick Robert Doyle (Head of Design at Gowago) analizza la sua esperienza quotidiana di validazione UX/UI mobile mediante un iPhone SE alquanto malconcio.

https://uxdesign.cc/why-you-should-design-for-a-tiny-ruined-phone-f2bfd5e3e219

Brandy

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In occasione del lancio della propria beta release, Brandy ha pubblicato alcune interessanti informazioni storiche su otto noti brand internazionali e sulla loro immagine coordinata: Apple, Next, NASA, 1972 Munich Olympics, 1980 Moscow Olympics, IBM, New York City Transit Authority, Deutsche Bank. Un tuffo nella storia del brand design.

https://www.trybrandy.com/blog/iconic-brand-guidelines-and-logo-manuals-from-60s-70s-and-80s

Letterform Online Archive

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È disponibile la consultazione online dei tesori grafici dello storico centro californiano non-profit Letterform Archive. Aperto nel 2015 a San Francisco dal collezionista Rob Saunders, il centro vanta circa 50.000 opere di graphic e typographic design, lettering e calligrafia. Un’eccezionale fonte di ispirazione e formazione.

Link: http://oa.letterformarchive.org/

Immagine copertina: brochure per Olivetti Lettera 22 di Osvaldo Pintori (1950) – fonte: Letterform Archive.